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Il fronte italo-austriaco si svolgeva in zone prevalentemente montuose
ove la mancanza di strade di accesso in determinate zone, la difficoltà
o l'inopportunità di costruirne delle nuove in condizioni
difficili di terreno, l'esposizione di alcuni punti di passaggio
obbligato ai tiri di interdizione del nemico, la impraticabilità
di molte strade e sentieri nella stagione invernale per l'abbondante
neve, ostacolante il passo anche alle squadre di portatori, imposero
l'impiego di un mezzo meccanico rapido, sicuro, indipendente dalla
viabilità e di installazione sufficientemente rapida e facile.
Tale mezzo fu offerto dalle teleferiche che vennero a costituire
un prolungamento dei mezzi a trazione meccanica (ferrovie a scartamento
ridotto, autocarreggio, etc.) e animale, attraverso le zone impervie
costituenti la più gran parte del fronte italiano e resero
possibile di rifornire dal fondovalle, con facilità e speditezza,
le truppe occupanti posizioni montane anche elevatissime.
Tipi di teleferiche
Svariatissimi furono i tipi, le lunghezze e le portate delle teleferiche
impiegate al fronte italiano, in dipendenza delle condizioni diverse
di luogo e delle particolari esigenze delle posizioni alle quali
dovevano servire. Si possono raggruppare in 3 differenti categorie:
a) teleferiche di circostanza (telefori)
b) teleferiche smontabili
c) teleferiche permanenti, generalmente di grande potenza
I motori usati furono generalmente a scoppio, ma non mancarono
casi ove vennero posti in opera motori elettrici. Le piccole teleferiche
di circostanza, che alimentavano avamposti e linee di resistenza
di prima linea, spesso non ebbero altro motore che
le braccia
umane.
I telefori venivano costruiti in generale direttamente sul luogo
di impiego, spesso con materiali di circostanza. Per i diversi usi
a cui dovevano servire, furono di forma svariatissima, ad una, a
due, a tre funi, con lunghezze da poche decine a centinaia di metri
e portate giornaliere variabili, fino a qualche decina di quintali.
(vedi foto 1)
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Foto 1 - Teleferica di rifornimento di Forcella Fontananegra
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Le teleferiche smontabili, studiate appositamente dai due eserciti
per soddisfare le esigenze militari della facilità di trasporto
in montagna e della rapida messa in opera, erano a tre funi, due
portanti e una traente e si componevano di diversi elementi metallici
e non, che, all'atto della posa in opera, venivano uniti mediante
bulloni e viti. La lunghezza poteva arrivare fino a qualche km e
la portata oraria poteva raggiungere anche i 20 q.li. (vedi foto
2)
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Foto 2 - Teleferica sulle pendici di Tofana III
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Le teleferiche permanenti di grande potenza, impiegate in zona
di guerra, erano simili ai grandi impianti per uso minerario o industriale,
in genere con movimento continuo, con vagoncini provvisti di dispositivo
di aggancio automatico alla fune traente, Ne furono costruite di
varia lunghezza, fino anche a 10 km e con portate orarie di 150/200
q.li. (vedi foto 3)
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Foto 3 - Stazione di arrivo e smistamento di teleferica permanente
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Impiego delle teleferiche e dislivelli superati
In dipendenza della maggiore o minore vicinanza dalle prime linee,
della configurazione del terreno e dell'importanza delle posizioni
da rifornire, furono impiegati i vari tipi di teleferiche.
I telefori vennero usati per il rifornimento dei piccoli posti in
alta montagna e per il rifornimento delle truppe nelle trincee più
avanzate.
Le teleferiche smontabili vennero impiegate immediatamente a tergo
delle prime linee e in località lontane dalle strade, data
la loro facilità di trasporto e la rapidità di impianto.
Le teleferiche permanenti di grande potenza si dimostrarono più
indicate nelle posizioni meno prossime alle prime linee e molto
utili per alleggerire i trasporti per autocarro, meno rapidi e meno
economici e per rendere le strade più libere ai movimenti
di truppa.
Alcune teleferiche superavano soltanto pochi metri di dislivello,
come quelle destinate all'attraversamento di fiumi, di burroni e
di vallate mentre nelle zone alpine il dislivello medio superato
dagli impianti fu di 600-700 metri circa. Alcune teleferiche superarono
dislivelli più forti, fino a 1500 metri. Le quote più
alte raggiunte dalle teleferiche si ebbero in Cadore e nella regione
dell'Adamello, ove le linee salirono ad altitudini tra i 2000 e
i 3000 metri, raggiungendo i 3500 metri.
Importanza dei servizi compiuti dalle teleferiche
In generale, si manifestò indispensabile l'impiego delle
teleferiche ogniqualvolta si volle stabilire con celerità
il servizio dei rifornimenti per una data posizione, mentre l'asprezza
del terreno e la forte pendenza avrebbero richiesto, per la costruzione
di strade ordinarie, un grande sviluppo di tracciato e opere d'arte
considerevoli, oppure quando la precarietà del trasporto
non avrebbe compensato la grave spesa di costruzione di una strada.
Il servizio teleferico assunse una grande importanza e un grande
sviluppo e svolse un compito fondamentale nelle grandi offensive.
Nella offensiva della Bainsizza, non appena oltrepassato l'Isonzo,
furono subito eseguiti numerosi impianti che dal fiume scalavano
le pendici montagnose conquistate, solcate solo da qualche difficile
sentiero. Dodici teleferiche furono costruite per dette posizioni
in circa 10 giorni e qualcuna cominciò a funzionare dopo
soli 4 giorni dall'inizio dell'attacco.
Così pure, dopo il ripiegamento sul massiccio del Grappa
(principio di Novembre 1917) si rese necessario stabilire, il più
rapidamente possibile, un sistema di teleferiche in detta zona,
per effettuare i rifornimenti alle truppe di prima linea poiché
l'unica strada esistente sul monte Grappa non bastava. Già
alla metà di Novembre alcune teleferiche funzionavano nella
zona, assicurando i rifornimenti più urgenti alle truppe
di quel settore e concorrendo efficacemente alla nostra resistenza.
Le teleferiche, tra l'altro, furono di prezioso ausilio nello sgombero
dei feriti gravi, assicurando un trasporto rapido e dolce. (vedi
foto 4)
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Foto 4 - Trasporto di un ferito
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Tra i rifornimenti compiuti con le teleferiche, speciale importanza
assunse, per le due parti in lotta, quello delle munizioni per artiglieria
e, in taluni casi, il trasporto di cannoni di piccolo calibro.
Le teleferiche permisero talvolta alle batterie di collocarsi in
aspre posizioni, senza preoccuparsi della viabilità e assicurando
loro i rifornimenti di munizioni.
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Testo di Enrico Guerrazzi
Illustrazioni tratte da "La Guerra d'Italia" - Touring
Club Italiano - 1918
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