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Con questo mio breve e piuttosto generico scritto, voglio descrivere
schematicamente la munizione del cannone da 65/17; fu durante la
Grande Guerra un pezzo molto apprezzato data la semplicità
del funzionamento, la possibilità di essere portato in batteria
agevolmente e trasportato su posizioni anche a notevole quota. Gli
effetti distruttivi del cannone potevano dare valido sostegno al
momento degli assalti; la possibilità di eseguire tiri diretti
(cioè mirando con tiro teso sull'obiettivo), fu fondamentale
nei momenti della difesa.
Ancora oggi, sui campi di battaglia si rinvengono i bicchieri degli
shrapnel, spolette graduate e a volte granate dirompenti ancora
inesplose, testimonianze tangibili di quella Grande Guerra.
Passando alla descrizione delle munizioni, per prima cosa esaminiamo
quella dirompente; qualche accenno sarà poi dato al cartoccio
a shrapnel e a quelli da esercitazione (a salve ed istruzione).
I pezzi per fanteria impiegano uno speciale cartoccio granata
del peso complessivo di kg.4,942, il quale si compone di:
- BOSSOLO
- GRANATA DA 65/17 con SPOLETTA A PERCUSSIONE MOD. 910
- CARICA DI LANCIO.
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IL BOSSOLO (1) è di ottone ed è formato da
una parte cilindrica (2) e da un fondello (3) con
orlo d'appoggio (4). Sul fondello è avvitato l'innesco
mod. 913 per bossoli e sono incisi i punzoni dell'arsenale e
del capotecnico artificiere, oltre la data.
LA GRANATA (5) è fissata al bossolo con punzonatura.
Pesa kg.4,150. È colorata esternamente con vernice grigia.
Essa è di acciaio ed è formata da una parte cilindrica
(6), una parte ogivale (7), ed un fondello (8).
Sulla parte cilindrica si notano la corona di forzamento
(9) e la fascia di centramento (10). Nella parte ogivale
è avvitato il tappo ogiva (11) fissato con vite
di ritegno (12). Nel tappo ogiva viene avvitata la SPOLETTA
A PERCUSSIONE MOD. 910 (13).
La spoletta è normalmente priva dell'innesco al posto
del quale è avvitato un tappetto di zinco (15). Solo
quando il cartoccio granata deve essere caricato si provvederà
a sostituire detto tappetto con un innesco mod. 910 per spolette
(14). Tali inneschi sono contenuti nei cofani in apposite scatole
di protezione di latta. Ogni scatola contiene 12 inneschi.
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SPOLETTA A PERCUSSIONE MOD. 910. Si compone di un corpo
di bronzo (13) che ha: esternamente una filettatura per l'unione
alla granata e due incavi per la chiave; superiormente un foro a
chiocciola per l'unione dell'innesco, inferiormente una appendice
(16) che contiene un cilindretto di polvere nera (17).
Internamente è cava e contiene:
- un percuotino con spillo d'acciaio (18);
- una ghiera del percuotino (19) con molla a crociera
(20);
- una valvola conica (21) con molla ad alette (22)
avvitata al percuotino.
In condizioni normali il percuotino non può avanzare perché
trattenuto sia dalla sua molla a crociera, che contrasta contro
la ghiera, sia dalla valvola che non può avanzare perché
contrastata, con la sua molla ad alette contro un risalto del vano
interno della spoletta.
Inoltre la valvola chiude la comunicazione fra spoletta e l'interno
del proietto in modo che anche una prematura detonazione della capsula
non potrebbe propagarsi alla carica di scoppio (la chiusura è
resa ermetica con l'interposizione di un foglietto di stagno tra
valvola e la sua sede).
Queste sistemazioni contribuiscono a garantire la sicurezza di maneggio
della granata anche quando sia stato ad essa avvitato l'innesco.
All'atto dello sparo la ghiera, per inerzia, si investe sul percuotino
schiacciando la molla a crociera; in tal modo la massa battente
rimane trattenuta solo dalla molla ad alette della valvola. All'urto
del proietto sul terreno la massa battente, per effetto della sua
inerzia, deforma la molla ad alette e va a percuotere la capsula
producendone la detonazione; contemporaneamente la valvola si apre
e la fiammata prodottasi può così propagarsi al cilindretto
di polvere nera della spoletta e da questo alla carica interna della
granata.
Nella granata sono contenute: una carica di rinforzo (23);
una carica d'infiammazione (24); una carica di scoppio
(25) di kg. 0,223 di trotyl fuso.
LA CARICA DI LANCIO è composta di g.65 di balistite
in piastrelle delle dimensioni di mm. 0,5x5x5.
Cartocci granata a shrapnell: il cannone da 65/17 impiega
granate a shrapnell con spoletta graduata mod. 912; il loro
funzionamento è uguale in tutto e per tutto a quelle del
cannone da 75/27; gli shrapnel solitamente erano colorati in azzurro
con una striscia arancione.
Cartocci granata da 65/17 per istruzione: nella forma esterna
sono uguali a quelli ordinari, ma privi delle materie esplosive
e degli organi interni. La granata è unita al bossolo con
punzonatura e con una chiavarda che con la sua testa occupa l'alloggiamento
per l'innesco del bossolo.
I cartocci granata per istruzione di distinguono per aver l'ogiva
dipinta con vernice verde chiara. Inoltre sulle spolette sono
incise due o più croci.
Cartoccio a salve da 65/17: ha il bossolo uguale a quello
delle munizioni ordinarie: una carica di lancio speciale da salve;
un rocchetto di legno ed un proietto di legno dolce.
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Appunto per la colorazione degli shrapnel da 65,
scritto all'Ombretta (Marmolada).
L'azzurro è ottenuto con 150 gr di tinta oltremare
scura; l'arancione con 150 gr di giallo bicromato. Segue
l'indicazione della ditta Max - Mayer e i relativi prezzi
al Kg.
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COFANO PER MUNIZIONI
Per il trasporto delle munizioni si adoperano appositi cofani
per munizioni. Essi sono di legno verniciato di grigio o grigio-verde
e recano scritte sull'apertura "per granate da 65/17"
e ai lati i numeri di registro. I cofani sono muniti di maniglie
per il trasporto a mano, e di catenelle per poter essere
sospesi ai ganci del basto. Ciaschedun cofano ha nell'interno 10
alloggiamenti per cartocci granate e due scatole per inneschi. Ogni
mulo porta munizioni può trasportare due cofani (20 colpi).
Il cofano pieno pesa circa kg. 66.
Prelevare e riporre le munizioni: l'istruttore fa vedere
il modo di aprire i cofani, come vi sono disposte le munizioni e
dove si depongono i cofani durante il tiro. Per prelevare le munizioni
dai cofani il porgitore prende con la mano sinistra il fondello
di un cartoccio, adoperando all'occorrenza lo scalpello d'ottone,
e lo estrae sostenendolo colla mano destra a metà circa del
proietto, toglie il tappo dalla spoletta e vi applica l'innesco.
Quando la carica viene eseguita a solo scopo di istruzione si impiegano
i cartocci proietto da esercitazioni.
Quando il fuoco cessa il porgitore ricolloca a posto le munizioni
rimaste, togliendo eventualmente gli inneschi ed avvertendo di ripartirle
ugualmente fra i due cofani; durante le pause del tiro i bossoli
vanno collocati al posto dei proietti sparati.
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INNESCARE LE GRANATE
Le spolette delle granate sono munite di un tappetto di zinco
che occorre togliere per applicare l'innesco, il quale dovrà
essere serrato molto fortemente. Tale operazione è fatta
dal porgitore.
È da avvertire che l'avvitatura è a passo sinistro
e che occorre quindi girare in senso inverso che colle ordinarie
viti.
NORME PER L'IMPIEGO DELLE MUNIZIONI
Far vedere il cartoccio granata ed insegnare che prima di impiegarlo
occorre assicurarsi che la corona di forzamento non presenti deformazioni;
che la granata sia pulita e leggermente ingrassata e che l'innesco
del bossolo sia ben avvitato e non sporga dal fondello del bossolo,
né presenti tracce di ossidazione e deterioramento.
Insistere sulla necessità di non dimenticare mai di innescare
la granata prima di adoperarla e di serrare bene l'innesco.
Una granata sparata senza innesco o che perdesse l'innesco lungo
la traiettoria (perché malamente avvitato), arrivando sul
bersaglio non avrebbe alcun effetto perché non scoppierebbe.
RIFORNIMENTO DELLE MUNIZIONI
Il nucleo munizioni del pezzo provvede al rifornimento delle
munizioni al pezzo secondo gli ordini ricevuti dal capo pezzo.
Il comandante dei muli scarichi si serve di tutto il personale che
ha disposizione per il trasporto delle munizioni. Il rifornimento
potrà essere effettuato con cofani portati a spalla oppure
con mezzi di ripiego a seconda delle circostanze. Condizione essenziale
è che non manchino mai le munizioni al pezzo. A tale scopo
gli organi di rifornimento debbono essere sempre collegati dall'indietro
all'avanti con guide di collegamento. Venendo a mancare i collegamenti
ogni comandante di nucleo munizioni provvede d'iniziativa per assicurarsi
il rifornimento.
Spetta al comandante della sezione, durante le pause di fuoco, di
far rifornire le carrette per munizioni e di assicurarsi che i pezzi
isolati non manchino mai di munizioni.
NORME PER LA CONSERVAZIONE DELLE MUNIZIONI
Le munizioni sono depositate solitamente in depositi presidiari,
per i quali vigono speciali prescrizioni. Qualora però per
esigenze di guerra, sono depositate in riservette appositamente
costruite nei pressi dei pezzi. Comunque dovranno essere osservate
le seguenti norme:
le munizioni vanno tenute entro i propri imballaggi o nei cofani;
le granate avranno al posto dell'innesco, l'apposito tappetto che
dovrà essere tolto in batteria, solo al momento dell'impiego,
per applicarvi l'innesco. In caso di insufficienza d'imballaggi
e cofani, i cartocci proietto verranno disposti in cataste, e si
eviterà di metterli a diretto contatto del terreno disponendo
sotto essi listelli o ramaglie.
Sempre che sia possibile, le munizioni saranno collocate in locali
coperti o sotto tettoie, ed all'asciutto; dovendo disporle all'aperto
si provvederà a ripararle dai raggi solari e dalle intemperie
mediante coperture di circostanza (tettucci di legno o di lamiera,
preferibilmente a doppio spiovente, copertoni impermeabili; teli
da tenda, ecc.). In tal caso la copertura sarà lasciata alquanto
discosta dai proiettili in modo da non ostacolare la libera circolazione
dell'aria.
Le munizioni vanno sempre maneggiate e posate delicatamente, e senza
urti; prima dell'uso bisognerà accertarsi che i proiettili
ed i bossoli non presentino deformazioni (ammaccature della corona
o dei bossoli, inneschi di bossoli non completamente avvitati e
sporgenti dal fondello, ecc.) che possono produrre l'inceppamento
nel caricamento. Sarà in ogni modo opportuno che essi siano
puliti ed ingrassati prima dell'impiego.
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