La rete di stazioni meteorologiche
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^ Osservatorio austriaco sulla
cima del Koenigspitze (Gran Zebrù, 3859m; archivio Marco
Balbi)
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Numerose opere costruite a fatica dal Club Alpino in tempo di pace
sono andate distrutte durante i combattimenti sul fronte delle Alpi;
numerose capanne sono ridotte in macerie, molti sentieri tracciati con
arte sono distrutti re impercorribili. Ma fortunatamente tutti questi
danni sono relativamente piccoli e più che compensati dalle installazioni
di nuovi rifugi e vie di comunicazione di ogni tipo che le nostre instancabili
truppe hanno costruito sulle più alte regione del fronte. Anche se per
ora servono solo a scopo mili.tare, successivamente e almeno in parte
saranno utilizzati per scopi turistici. E non solo per questo motivo
le zone di guerra sulle Alpi sono diventate molto più accessibili. Infatti
negli anni della guerra si è allargata notevolmente la conoscenza della
natura dell’alta montagna, il che ci conforta delle numerose ferite
subite dalle regioni alpine a causa degli impianti militari. Fra queste
conoscenze, delle quali ci rallegriamo di cuore per essere “premi di
guerra”, occupa un posto - non ultimo - quella relativa al clima d’alta
montagna e ai fenomeni atmosferici delle alte regioni, che ci forniva
fin dal primo anno di guerra il servizio meteorologico militare (“servizio
meteorologico da campo”) specialmente per le necessità dell’aviazione
militare. Visto l’interesse che ogni alpinista - in parte per necessità
- ha per il tempo, gli sarà gradito apprendere qui di seguito le cose
essenziali sulla costruzione e sull’attività della rete di stazioni
meteorologiche create sul fronte d’alta montagna del Tirolo occidentale.
L’osservazione del tempo atmosferico per le necessità dell’aviazione
richiede l’istallazione,e di osservatori in luoghi molto esposti e con
larga veduta panoramica. È molto importante infatti avere una visibilità
la più ampia possibile per osservare la situazione delle nuvole. È altresì
evidente che una stazione è tanto più preziosa per il pilota quanto
più in alto si elevano le sue osservazioni; così è possibile osservare
le situazioni atmosferiche ed altezze quasi uguali a quelle in cui si
trova a volare l’aereo. Per la costruzione di stazioni meteorologiche
in base a quanto sopra esposto si presentano in modo ottimale le vette
del fronte alpino, soprattutto le vette della montagna del Tirolo occidentale.
Dato che per esigenze di strategia bellica sul fronte del Tirolo occidentale
venivano occupate costantemente le cime più alte delle Alpi orientali,
è stato possibile che noi conseguissimo una lunga sequenza di luoghi
d’osservazione meteorologici situati proprio nei punti più alti, sovrastanti
nell’aria, i quali altrimenti sarebbero stati difficilmente e raramente
raggiungibili. Questa lunga sequenza di luoghi d’osservazione hanno
un doppio valore: scientifico e pratico.
Permettono la conoscenza delle situazioni fisiche degli alti strati
atmosferici che altrimenti sarebbero raggiungibili solo con grande dispendio
di apparecchiature, ascese con aquiloni, palloni di registrazione),
- ma forniscono anche preziosi contributi alle’esplorazione del clima
d’alta montagna. Èd è in quest’ultima circostanza che notiamo anche
la sua importanza pratico-militare, per non parlare di quella per l’aeronautica
(1). È dimostrato in modo
più che sufficiente quale fattore importante di rappresentino, nella
condotta della guerra, il clima e le condizioni atmosferiche; si sarebbero
potuti evitare diversi incidenti, si sarebbero risparmiate molte vite
umane ed anche quantità di materiali se avessimo potuto disporre all’inizio
della guerra di più ricche esperienze conoscitive sul clima d’alta montagna.
Infine dobbiamo menzionare un altro non meno importante fatto che ha
dato un diretto e pratico valore alle osservazioni dalle stazioni in
alta montagna: è la loro importanza per le previsioni del tempo. Infatti
le nostre previsioni del tempo attuali si basano per lo più sulle osservazioni
da stazioni che si trovano ad altezze limitate - e cioè sulle condizioni
degli strati a bassa quota. Invece è chiaro che proprio le condizioni
degli strati d’aria più elevati e quindi più lontani dall’influenza
della superficie terrestre sono determinati per gli avvenimenti atmosferici.
Pertanto anche dal punto di vista della meteorologia pratica l’intensificazione
e l’allargamento della nostra rete di stazioni ad alta quota non può
che essere utile e, sfruttando i risultati delle osservazioni delle
stazioni ad alta quota insieme a quelli delle registrazioni prese dai
cervi volanti si può sperare di migliorare sempre più le previsioni
(2).
Tutte queste considerazioni hanno spinto nell’autunno del 1916 alla
costruzione in Altoadige della centrale meteorologica campale, per porre
mano con determinazione all’allestimento delle stazioni sui vertici
delle montagne. Fino a quel momento esistevano, sul fronte tirolese,
solo pochi osservatori a quote più elevate, a causa della scarsità di
mezzi e uomini a disposizione del servizio meteorologico campale, per
porre mano con determinazione all’allestimento delle stazioni sui
vertici delle montagne. Fino a quel momento esistevano, sul fronte tirolese,
solo pochi osservatori a quote più elevate, a causa della scarsità
di mezzi e uomini a disposizione del servizio meteorologico campale,
e di questi osservatori solo la stazione sullo Stelvio (Dreisprachenspitze
= la vetta delle tre lingue, 2843m) forniva dati utili e completi! Si
iniziò quindi a riorganizzare le stazioni già esistenti e poi ad intensificare
la rete delle stazioni soprattutto sul fronte tirolese occidentale,
dato che in questa regione le condizioni sia orografiche che tattiche
sono le più favorevoli.
Qui di seguito conosceremo le stazioni ad alta quota di questa regione
come pure le loro funzioni, equipaggiamenti ed anche l’utilizzo delle
loro osservazioni. Nel Tirolo occidentale sono installati in modo permanente
solo tre stazioni in vetta (la vetta preposta all’Ortler, Monte Vioz
e Monte Care alto) e due stazioni di alta montagna situati su passi
(Vetta delle tre lingue/Dreisprachenspitze, Tonalspitze= vetta del Tonale).
Inoltre su altre due vette (Madatsch e Presena) degli osservatori volontari
eseguono le loro osservazioni. Le tre stazioni: Ortler, Monte Vioz e
Monte Care alto) dispongono di ottimi equipaggiamenti, occupando i punti
più alti d’Europa sui quali vengono eseguite operazioni meteorologiche
attendibili e complete (3).
Occorre permettere che naturalmente anche queste stazioni che sono campali
sono provviste di equipaggiamenti leggeri e maneggevoli che ne permettono
facilmente il trasporto e che sono sistemati nelle capanne delle truppe.
La stazione più alta si trova sulla vetta preposta all’Ortler a 3843
m (Ortlervorgipfel). Questa vetta è la più alta cima del cosiddetto
Plateau dell’Ortler. Da questo plateau, percorrendo una lieve salita,
si giunge alla vetta dell’Ortler di 60 m più alta. La stazione si trova
in una posizione aperta e ideale. In Europa solo la Svizzera possiede
cime più elevate e anche lì, verso l’occidente, a circa 50 km di distanza
l’Ortler è superato dal Bernina di poco più di 100 m. Un’altra caratteristica
di questa stazione è di essere situata completamente su un ghiacciaio
perenne; a grande distanza tutt’intorno ad essa non appare alcuna roccia
senza neve; l’intero plateau e la vetta sono coperti dal ghiaccio. L’equipaggiamento
strumentale della stazione consiste in un termometro della stazione,
un termometro degli estremi ed un igrometro a capello; questi strumenti
sono fissati ad un palo conficcato nel ghiaccio in una protezione di
lamiera (protezione contro radiazioni), la quale a sua volta è protetta
dai raggi diretti del sole mediante un tetto di legno a forma d’ombrello.
Per misurare il vento viene usata una cosiddetta banderuola di Wild
(Nota del traduttore: potrebbe trattarsi di Heinrich Wild, fisico e
meteorologo svizzero, 1833-1902), con la quale si determinava oltre
che la direzione del vento anche la sua intensità (4).
La seconda stazione in altezza si trova sul Monte Vioz, 3644 m nella
parte meridionale del gruppo dell’Ortler. Anch’essa è attorniata da
un imponente ghiacciaio; verso ovest si estende la massiccia Vedetta
del Forno. la vetta relativamente piatta non è coperta da firn (neve)
che forma una compatta cornice di neve e ghiaccio sulla cima sporgente
verso nordovest, in piena estate risulta essere libera da neve lasciando
apparire la roccia nuda. - Nonostante la sua imponente altezza il Monte
Vioz viene superato, anche se per poco da altre cime circostanti (a
sudovest dalla punta San Matteo, 3692 m, a nord dal Pallon della Mare,
3705 m , e dalla doppia vetta del Monte Cevedale, o “Zufallspitze, 3762m).
Questo leggero superamento in altezza, che naturalmente pregiudica un
po’ la vista panoramica, non esercita alcun influsso sulla posizione
libera e aperta della stazione; anche la vetta del Vioz è lambita dalle
grandi correnti ancora non deviate. - Sulla vetta stessa vengono eseguite
le misurazioni del vento con una banderuola di Wild ed anche con un
anemometro manuale (5), le
osservazioni delle nuvole e del panorama, come pure le misurazioni delle
temperature per mezzo di un psicrometro ad aspirazione Assmann (6).
I restanti strumenti per la misurazione della temperatura (termometri
della stazione) erano istallati provvisoriamente nella capanna Vioz,
situata sotto la vetta, della sezione Halle del Club Alpino tedesco-austriaco.
Da poco tempo si trovano in una piccola casetta sulla vetta stessa.
Le osservazioni, iniziate purtroppo appena alla fine dell’inverno 1916/17,
hanno prima di tutto dimostrato che molte idee sulle temperature glaciali
a queste altezze erano esagerate. la temperatura minima registrata quell’inverno
non è stato di -25,3° in marzo. La rigidità del clima si esprimeva non
tanto agli estremi quanto piuttosto nelle temperature medie basse.
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^ Una pattuglia di Standschuetzen
austriaci fra le nevi del gruppo dell'Ortles/Cevedale
(archivio Marco Balbi) |
Per esempio nell’estate 1917 sull’Ortler ci fu solo giorno (in luglio)
in cui la colonnina di mercurio non scese sotto lo zero. Ancora in maggio
per 20 giorni il mercurio non superò lo zero, e già in ottobre non raggiunse
alcuna temperatura positiva! Inoltre in molti mesi si registrano dai
16 ai 18 giorni di tempesta: questo non rende molto accogliente il clima
dell’Ortler. La terza stazione d’alta montagna situata nel punto più
a sud si trova sul Monte Care alto, 3465m, nella parte meridionale del
gruppo dell’Adamello. Il Care alto è la seconda cima in altezza del
gigantesco massiccio dell’Adamello; il Monte Adamello lo supera solo
di 43 m su circa 10 km in linea d’aria. Il Care alto gode di una posizione
aperta e libera, come pochi altri punti d’osservazione meteorologica.
Tale posizione favorevole viene espressa già con la meravigliosa vista
panoramica che si gode dalla cima del Care alto: partendo dal Nord l’intera
catena delle Alpi centrali fino fino alle catene calcaree del Tirolo
settentrionale, all’Est l’intero mondo dolomitico e oltre la pianura
veneziana, fino all’Adriatico; al sud la pianura padana fino all’Appennino
ed all’Ovest fino alle più alte vette della Svizzera: il Monte Rosa
e il Monte Bianco.
Anche il Care alto si erge nel mezzo di un imponente ghiacciaio; in
particolare verso nord si estendono i grandi campi ghiacciati del Vedretta
di Niseli, Vedretta di Lares, Vedretta Lobbia ecc. Grazie alla sua posizione
così favorevole unitamente alla sua facilissima raggiungibilità, il
Care alto è equipaggiato nel modo più completo; oltre a tutti gli strumenti
già menzionati per le precedenti stazioni, possiede anche un barometro
al mercurio; questo è situato in una capanna 20m al di sotto della vetta
con lo psicrometro d’aspirazione Assmann che è da poco stata appesa
fuori per la lettura.
Ci rimangono ancora da descrivere le due stazioni più basse (7).
La prima, che è allo stesso tempo la stazione meteorologica del fronte
occidentale del Tirolo, è situata sullo Stelvio, molto vicino al rinomato
albergo svizzero “Dreisprachenspitze” (vetta delle tre lingue) a 2849
m di altezza. La banderuola è posta sulla cresta del monte, proprio
sul confine svizzero, il termometro si trova in una protezione di lamiera
che a sua volta è sistemata in una specie di capanna a veneziane che
la proteggono contro le irradiazioni. Questa stazione effettua anche
misurazioni delle partecipazioni atmosferiche e dispone, a questo scopo,
di un ombrometro; come in tutte le stazioni, in inverno viene misurato
lo spessore della coltre di neve mediante un misuratore di livello
(un asta di misurazione graduata in centimetri).
La stazione sulla vetta Dreisprachenspitze non gode di posizione libera
ed aperta nonostante la sua notevolezza altezza. È situata nella sella
della cresta montuosa che dalle Alpi di Münstertal (Ciavalatsch) si
allunga verso il gruppo dell’Ortler ed è contornata da numerose montagne
poco distanti; soprattutto verso sud si erge l’imponente massiccio
dell’Ortler con le sue vette che la sovrastano di oltre 100 m. La veduta
è libera solo verso la valle a nord est in direzione delle Alpi del
Otztal; mentre è già più limitata la vista attraverso la valle del Braulio
in direzione del bacino di Bormio. La particolare posizione sul passo,
e soprattutto la presenza sovrastante imponente del massiccio dell’Ortler
ricoperto di ghiacci a sud comporta una interessante influenza climatica
locale sullo Stelvio che si esprime soprattutto con estreme temperature
invernali (8).
La seconda stazione - seppur non situata proprio sul passo - è la Vetta
del Tonakre a circa 2700m di altezza. essa rappresenta un importante
punto della cresta che dal passo del Tonale va a Nord verso la punta
d’Albiolo, a 2978 m, - che è una delle propaggini più meridionali del
gruppo dell’Ortler e ne è divisa dalla valle di Pejo. La posizione non
è altrettanto sovrastante come quella della vetta Dreisprachenspitze.
Specialmente verso sud segue inanzitutto il largo avvallamento del passo
del Tonale, poi dopo lunga distanza (circa 15-20 km)si ergono le cime
del gruppo Presanella e Adamello che raggiungono gli oltre 3300 m .
In direzione nord appare più pronunciata la soprelevazione della Punta
d’Albiolo e di tutto il gruppo montuoso al quale essa appartiene seppure
le sue cime non superino molto i 300 m. Anche le condizioni climatiche
della cima del tonale sono influenzate chiaramente da fenomeni locali
- nonostante la sua posizione sia già più libera ed aperta -, fenomeni
che si esprimono nelle temperature, soprattutto in relazione alle condizioni
del vento. Per quanto riguarda la temperatura viene dimostrato che questa
stazione, in confronto ad altre stazioni d’alta montagna del Tirolo
occidentale, si sottrae all’influenza della neve e del ghiaccio perenni,
poiché effettivamente i ghiacciai più vicini (del Presena e dell’Adamello)
sono a circa 15 km di distanza della stazione. Questa è equipaggiata
allo stesso modo della stazione sullo Stelvio.
Il servizio meteorologico degli osservatori su tutte le stazioni consiste
inanzitutto in un’osservazione accurata di tutti gli elementi atmosferici
ripetuta quattro volte al giorno ad ore prestabilite; questa viene poi
trasmessa immediatamente mediante brevi rapporti per telefono alla centrale
alla centrale meteorologica. Oltre che nel libretto delle osservazioni
prestampato e unificato l’osservatore deve registrare mensilmente tutti
i dati su un foglio riassuntivo e chiaro (rilasciato dall’istituto centrale
di Vienna). Il libretto di osservazione serve anche da diario atmosferico
in cui l’osservatore deve registrare di giorno in giorno una descrizione
dell’evoluzione atmosferica. In questo modo non solo l’uomo si abitua
ad una osservazione costante ed attenta ed è costretto a prestare la
sua attenzione ad ogni manifestazione atmosferica, ma queste precise
descrizioni atmosferiche sono anche un complemento molto prezioso per
le ricerche climatiche in epoche posteriori.
L’utilizzo del materiale d’osservazione fornito dalle stazioni d’alta
montagna - se vogliamo gettare un breve sguardo orientativo su questo
capitolo - è triplo: innanzitutto i rapporti vengono vengono raccolti
nelle centrali e pubblicati sottoforma di visione d’insieme a seconda
dei settori del fronte, e consegnati sia alle formazioni dei piloti
che a tutti gli alti comandi, tenendo particolare conto dei momenti
che interessano soprattutto i posti a cui sono riferiti. Questi rapporti
d’insieme vengono consegnati due o tre volte al giorno e danno indicazioni
a tutti i settori del fronte sia sulle condizioni atmosferiche appena
passate che su quelle attuali. La centrale tuttavia, grazie al collegamento
telefonico con i suoi osservatori sul fronte, è in grado di dare informazioni
sulla situazione atmosferica in qualsiasi momento e ad ogni settore
del fronte - circostanza molto importante soprattutto in caso di azioni
aeree immediate ed improvvise. Già precedentemente è stata indicata
l’importanza che hanno le osservazioni delle stazioni d’alta montagna
(che le centrali meteorologiche campali devono dare alle formazioni
aeree) per le previsioni del tempo.
Oltre alla pressione atmosferica anche e soprattutto sono le condizioni
della temperatura e del vento nelle altezze che danno preziose indicazioni
per la prognosi.
La rete di stazioni ad alte quote relativamente fitta rende possibile
di disegnare dettagliatamente una carta delle temperature all’altezza
dei 3000 m, che fornisce spesso degli interessanti chiarimenti sulla
distribuzione e i movimenti delle masse di aria calda e fredda. Le curve
delle temperature disegnate di giorno in giorno dalle singole stazioni
danno un bel quadro dell’andamento delle temperature in queste altezze
e permettono di conoscere la relazione che esiste tra la distribuzione
del calore in altezza e la situazione generale atmosferica. La stazione
barometrica sul Care alto permette di completare la carta isobarica
d’altezza (9) dell’Europa
Centrale, estendendosi verso sud. Le osservazioni del vento acquistano
importanza quando vengono a mancare le ascese dei palloni a causa delle
nuvole a bassa quota.
Al terzo posto, ma non meno importante, sta l’utilizzazione delle osservazioni
in alta quota per le ricerche statistiche climatiche. Soprattutto son
le condizioni della temperatura e delle precipitazioni atmosferiche
sulle alte montagne , che fin’ora sono state poco studiate a causa
dell’insufficiente numero di stazioni d’osservazione affidabili, la
cui conoscenza ha un ruolo molto importante dal punto di vista pratico-militare
come lo ha dimostrato la guerra.
In campo meteorologico vediamo un esempio, come tanti, di come la guerra,
pur essendo perlopiù anticulturale, abbia fornito una quantità di materiali
preziosi per la scienza, nuovi impulsi ed anche nuove strade per la
ricerca.
del Sottotenente Dr. Ernst Nowak.
Tratto da: Zeitschrift des Deutschen und Oesterreichischen Alpenvereins,
49, 1918, pp. 80-87.
Traduzione dal tedesco di: Eva Strauss.